Una delle cose che mi ha colpito di più leggendo il libro di Ryder Carroll, ideatore del metodo del bullet journal, sono le sue riflessioni sulle Annotazioni rapide (in inglese, fast logging).

Tutti i contenuti del bullet journal (compiti, eventi, note) vanno registrati come Annotazioni rapide, cioè in forma sintetica, chiara, per punti. In questo modo si risparmia tempo e si può annotare subito ogni cosa, liberando la mente per tornare a rifletterci dopo.

Fino a qui, nulla di nuovo. La cosa a cui non avevo mai pensato, però, è usare le Annotazioni rapide per tenere una specie di diario in cui registrare in maniera sintetica quello che ci succede o come ci sentiamo, per imparare dalle esperienze. Secondo Ryder, infatti, i diari tradizionali richiedono parecchio tempo per essere esaminati, mentre le Annotazioni rapide sfruttano gli aspetti migliori dei diari eliminando quello che è superfluo.

Le Annotazioni rapide vi aiuteranno a immortalare la vostra vita mentre si svolge, in modo efficiente, affinché possiate cominciare a esaminarla.

L’analisi del diario tenuto in questo modo può essere davvero utile e rivelarci delle sorprese! Ryder racconta la storia di un ragazzo che frequentava una ragazza da qualche mese e una sera è stato improvvisamente scaricato, trovandosi triste e spiazzato per come era andata a finire una relazione in cui credeva. Qualche settimana più tardi il ragazzo aprì il suo bullet journal, in cui aveva annotato le diverse fasi della storia. Mentre le leggeva, capì che non era stato sempre tutto rose e fiori come ricordava, e che la ragazza diverse volte era stata fredda e non lo aveva trattato in modo gentile. L’analisi delle sue annotazioni lo aiutò a chiudere in modo più sereno quella pagina della sua vita.

I ricordi spesso non sono affidabili, per questo utilizzare il sistema delle Annotazioni rapide per tenere un diario può diventare uno strumento utilissimo per tenere traccia del passato e guidare le nostre decisioni future.