E’ passato ormai quasi un anno da quando ho iniziato ad usare il bullet journal. Mi piace l’idea di fare un piccolo bilancio per rendermi conto dell’impatto che questo sistema di organizzazione ha avuto nella mia vita.

Tutto nel bullet journal
Una delle cose che mi è piaciuta da subito del sistema bullet journal è stata il fatto di poter organizzare tutto in un unico supporto. Prima usavo un’agendina settimanale per appuntamenti e scadenze, mentre liste e progetti vari rimanevano fuori, su fogli volanti, post it o cartelline.
Ora invece tengo praticamente tutto nel bullet journal e questo mi dà una grande serenità perché so che tutto quello che mi serve è lì!

La sfida, in questi mesi, è stata cercare di mantenere l’ordine e riuscire a recuperare tutte le info in fretta. In questo devo ammettere che indice e i numeri di pagina, che inizialmente avevo trascurato, sono invece fondamentali per trovare subito un contenuto che mi serve, così come concatenare i contenuti di una stessa collection.

Sempre con me
Usando il bullet journal per organizzare e tracciare praticamente tutto, sono rarissime le volte in cui lo lascio o lo dimentico a casa. L’ho scelto in formato pocket proprio per poterlo portare con me senza appesantire troppo la borsa.

In questo modo, anche quando sono fuori ho sempre a portata di mano tutte le info che mi possono servire, ad esempio se devo fissare un appuntamento, e posso sfruttare i tempi di attesa per fare qualche telefonata, avendo tutte le info con me e potendo annotare subito eventuali dati se necessario.

Più efficiente ed efficace
In un anno in cui la complessità è cresciuta parecchio (a febbraio è nato il mio terzo bimbo e gli altri due sono ancora piccoli), il bullet journal è stato impagabile per aiutarmi a pianificare e ricordare scadenze e impegni, a impostare nuove abitudini e a organizzare tutto quello che riguarda la casa e la famiglia.

Ovviamente nessun sistema di organizzazione può magicamente fare le cose al posto tuo, però la logica alla base del bullet journal aiuta a superare la naturale tendenza a procrastinare quello che non abbiamo voglia di fare, anche se importante, e a concentrarci sulle priorità.

In particolare, ho trovato molto utile l’uso delle collection quando devo fare qualcosa che richiede una serie di sotto-attività o task. Prima non iniziavo mai perché non sapevo da che parte iniziare, ora per prima cosa scrivo in una nuova pagina il titolo del mio progetto o task complesso, e poi segno tutte le cose che devo fare, ricordare o approfondire legate a quel progetto. A quel punto, non mi resta che inserire le varie voci nella normale programmazione mensile, settimanale e giornaliera.
Potrà sembrare una cosa ovvia o banale ma per me ha fatto la differenza!

In conclusione… sento di avere ancora tante cose da migliorare ma finalmente con il bullet journal ho trovato la mia planner peace 🙂

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